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mettere in salvo se stesso e la famiglia che la casa poco dopo crollò.
Per tale motivo il Di Ienno sostenne che per molti anni le spese per l’organizzazione della festa del 25 febbraio. L’istituzione della seconda festa, il 29

aprile, è fatta risalire all’ultimo decennio  del 1800, allorché il Paese fu colpito da una terribile siccità. Per quattro mesi non cadde una sola goccia di acqua, le campagne ingiallirono e i contadini cominciarono a nutrire sconforto e preoccupazione per la coltura del grano, che rischiava di essere compromesso. Fu allora che la parte del popolo più colpita dagli effetti di tale siccità cominciò a manifestare l’intenzione di portare in processione i santi Cosmo e Damiano sul colle vicino da dove, con un colpo d’occhio, si poteva osservare l’intero agro di Dentella e lì implorare la grazia per una benefica pioggia. Nonostante la scetticismo dei notabili e di una parte degli abitanti del Paese, i promotori che erano i più, riuscirono nell’iniziativa. La processione si fece e con grande partecipazione.

 
 
 

Il popolo in processione raggiunse il colle dove, con fede e devozione, tutti pregarono in ginocchio. Terminate le preghiere, si intraprese la via del ritorno; tutti erano commossi e con le lacrime agli occhi.
Improvvisamente tutti si colsero verso il nord del Paese da dove si vedeva avanzare un intenso annuvolamento.

 

Prima che la processione potesse rientrare in Chiesa pioveva a dirotto. La pioggia continuò a lungo, le coltivazioni agricole furono salve e quell’anno il raccolto fu particolarmente abbondante. Fu in quell’occasione che sul colle venne piantata una croce tuttora esistente e recentemente rinnovata.
L’eco di questo fatto straordinario rapidamente si diffuse nei paesi vicini e suscitò fervore presso tutti, in particolare verso San Salvo, distante da Lentella circa 10 km. Tra i due paesi, in quel periodo, si venne ad instaurare una specie di gemellaggio, a tal punto che il 28 aprile di ogni anno, giorno della festa di san Vitale, patrono di San Salvo, il popolo di Lentella si recava in processione a San Salvo, con le Statue dei Santi Cosma e Damiano, accolte con grande devozione e solennità e con lo scambio delle Stole da parte dei rispettivi Parroci, in un abbraccio fraterno. Lentella avveniva in serata, con uguale solennità e devozione religiosa. Il giorno dopo, 29 aprile, la comunità di San Salvo contraccambiava la visita.
Tale usanza rimase in vigore per diversi decenni. L’evoluzione dei tempi e i mutamenti sociali e culturali hanno fatto sì che questa specie di gemellaggio perdesse il suo primitivo motivo ed avesse fine. Rimane però ancora il ricordo di tutto ciò nel cuore di molti sansalvesi e [...]