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| LA STORIA DI LENTELLA continua ... |
Chi dà, per mezzo di un documento, la prima descrizione di Lentella è un frate benedettino, Serafino Razzi, che vi si recò nel 1576. Nello scritto del Razzi si legge: "Alli 25 d'agosto 1576, in sabbato, do vespro partendo da Vasto a cavallo, con un compagno frate e con garzone, andare mo a una terra lontana circa 7 miglia, detta Lentella, per metterci e fondarci la compagnia del Santo Rosario. E’ questa terretta edificata sopra di un alto sasso, il quale da tre bande apparisce inaccessibile. Il sito è vago, l'aera è ottimo e la veduta è |
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gioconda. Dalla parte settendrionale e verso l'Adriatico le corre un fiumicello, chiamato Treste il quale due miglia lontano da lei se n'entra nel fiume del Trigno. Ella fa circa 200 fuochi et è soggetta alla contea di Monteodorici. Chiamasi Lentella, quasi 'lindella' con vocabolo spagnolo, |
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'lindo', che bello vuoi dire, e pulito. Ovvero detta è Lentella, quasi lino tien'ella, havendone abbondanza e maturandone assai nel suggetto fiume Tresta". Altre notizie riguardanti la storia di Lentella sono desumibili dal registro "Delle visite pastorali degli anni 1567—1577" scritto in volgare da Monsignor Oliva, e vengono qui di seguito brevemente riassunte. |
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Dopo il concilio di Trento (1545-1563), essendo uscito un decreto con cui si obbligavano i vari vescovi a compiere delle visite pastorali nei paesi delle loro diocesi, nel 1568 Monsignor Giovanni Oliva si recò per la prima volta a Lentella, partendo da Monteodorisio e passando per Villa Cupello. Giunto nel paese di Dentella baciò dapprima la croce usata per le processioni sacre che gli fu portata dalla popolazione accorsa ad acco - |
| glierlo. Dalla porta d'ingresso nelle mura della cittadella fu accompagnato [...] |
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